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La Regione Toscana, prima in Italia, regolamenta gli OUTLET
Esclusi gli ambulanti su aree pubbliche dalle attività previste dalla direttiva comunitaria Bolkestein. Possono chiamarsi Outlet “solo gli spacci aziendali o quei locali dove vengono venduti articoli fuori produzione, di fine serie, in eccedenza di magazzino, prototipi, o che presentino piccoli difetti”. Non è tutto: un emendamento approvato all’ultimo momento specifica che «le merci in vendita negli outlet devono essere state prodotte da almeno 12 mesi». Insomma, una borsa o un paio di scarpe devono essere uscite dalla fabbrica da più di un anno per comparire negli scaffali outlet. Sempre e sempre soltanto per il territorio toscano, si esclude che il commercio degli ambulanti su aree pubbliche non rientri nelle attività previste dalla direttiva comunitaria Bolkestein. Per gli ambulanti diventa decisivo un altro adempimento: il rilascio dell’autorizzazione e la segnalazione certificata di inizio attività (scia) viene subordinato, oltre ai requisiti richiesti dalla legge 28 del 2005, anche alla presentazione del Durc: acronimo che sta per «Documento unico di regolarità contributiva». Primo firmatario della nuova legge Vittorio Bugli capogruppo del Pd e approvata da tutti gli altri partiti rappresentati in Regione. Confesercenti l’aveva più volte sollecitata fino allo sfinimento. Non solo per la parte che riguarda gli outlet, ma anche per il capitolo sugli ambulanti “Con questo provvedimento - ha dichiarato il presidente della Confesercenti Toscana Massimo Vivoli - si viene a colmare un vuoto normativo che riguardava una vasta area commerciale, quella degli outlet, sinora non regolamentata. Si viene così a definire una situazione sinora fuori controllo che, grazie al provvedimento approvato, è ricondotta nell’ambito delle norme che regolano il commercio”. Da oggi, dunque, la definizione «outlet» non sarà più una definizione generica, ma indicherà, al pari delle altre forme di commercio, una precisa tipologia, con le sue regole, i suoi orari, le sue regole sui prezzi, sulle promozioni, ecc. “Occorre sottolineare - continua Vivoli - che il provvedimento oggi approvato giunge dopo innumerevoli iniziative avviate da Confesercenti sul territorio regionale. Iniziative volte, da un lato a sensibilizzare gli operatori commerciali, dall’altro a illustrare ai comuni e alle istituzioni i rischi per il territorio, legati alla presenza massiva di attività commerciali fuori da ogni controllo. Riteniamo importante che il provvedimento approvato in Toscana sia il primo in tal senso a livello nazionale, dimostrando ancora una volta la sensibilità e l’attenzione della Regione verso le esigenze del commercio tradizionale e di vicinato”. “Con la Bolkestein - dichiara il presidente regionale ANVA Maurizio Innocenti - eravamo di fronte ad un problema di una gravità assoluta, in quanto eliminando il rinnovo tacito delle concessioni decennali, si rischiava seriamente di precarizzare l’intera categoria del commercio su area pubblica, ritornando indietro di decine di anni, quando al commercio ambulante non si riconosceva il ruolo di azienda ma si considerava un’attività quasi saltuaria senza prospettive o certezze per il futuro”. Ora almeno in Toscana non sarà più così.
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